
Cristo morto tra gli angeli
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La storia
Nel 1700 una guida di Villa Borghese, scritta da Domenico Montelatici, descriveva questa tela come un Cristo morto «nelle braccia della Maria Vergine» e la attribuiva a Taddeo Zuccari. Allora il quadro stava nella sala detta del Moro, dal nome di una statua in pietra nera. In realtà a sorreggere il corpo per le spalle è un angelo, e altri quattro vegliano con alte fiaccole accese. Anche il nome dell'autore era sbagliato. L'invenzione era di Taddeo, morto nel 1566 mentre lavorava a una tavola con lo stesso soggetto, ma questa versione la dipinse il fratello minore Federico, che dopo di lui guidò il cantiere dei Farnese a Caprarola. Un inventario Borghese del primo Seicento lo sapeva già. Oggi la critica riconosce Federico nel tono morbido e atmosferico del colore. L'impostazione della figura richiama la «Deposizione» di Raffaello, esposta nella stessa Galleria.