
Antonio da Correggio · PD
Ratto di Ganimede
Dettagli
La storia
Intorno al 1530 Federico II Gonzaga era appena stato fatto duca di Mantova da Carlo V, e commissionò a Correggio una serie di tele sugli amori di Giove, probabilmente destinate all'imperatore. Questa mostra Ganimede, il giovane pastore troiano che Giove, trasformato in aquila, rapisce per portarlo sull'Olimpo a fargli da coppiere. Correggio lo dipinge sospeso nel vuoto, il corpo inarcato mentre si aggrappa alle ali, e in basso un cagnolino che abbaia rimpicciolito dalla distanza. È una scena mitologica pensata per il piacere di una corte colta, sensuale senza essere volgare. Le tele della serie si sono disperse tra Vienna, Berlino e Roma nei secoli seguenti; questa e Giove e Io sono finite al Kunsthistorisches Museum di Vienna.




