
Johanna e i mercanti ebrei
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La storia
La scena viene dal terzo atto di una commedia di Thomas Asselijn, «De Spilpenning», stampata nel 1693 e ancora amata dal pubblico di Amsterdam quando Troost la dipinse, nel 1741. Johanna, la moglie spendacciona, sta vendendo i suoi abiti nuovi e costosi a due rigattieri barbuti, che in realtà sono suo padre e suo marito travestiti per smascherarla. Asselijn li presentava come ebrei polacchi, con un termine spregiativo dell'epoca, e Troost ripete lo stesso stereotipo, che il museo dichiara apertamente nella didascalia. Intorno a Johanna il salotto è pieno di porcellane e statuine cinesi. Sulla sedia a sinistra siede un lemure catta del Madagascar, e a destra un gatto si è nascosto sotto il mobile.


