
La Prosperità, ovvero la Virtù che scaccia i Mali
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La storia
Questa tela va guardata dal basso. È una composizione da soffitto, e per questo ogni figura è tirata in scorcio ripidissimo e in fondo si accumula un groviglio di schiene e di gambe che esce dal quadro. A Venezia quella difficoltà era diventata un mestiere a sé, tele incassate nei riquadri di legno dei soffitti. La figura che arriva in volo, con la corazza dorata, il museo la legge come una matrona con l'elmo, un caduceo in una mano e delle spighe nell'altra, segni del commercio e della fertilità dei campi. Davanti a lei si sbandano quattro vizi con il loro nome: la Lussuria, il Furto, il Tradimento e il Rancore. Uno precipita stringendo ancora una chiave. Il Prado non fissa alcun anno e colloca la tela fra l'ultimo quarto del Cinquecento e il primo terzo del Seicento. In alto a destra, retto da un'asta, c'è uno scudo rotondo con la testa della Gorgone.




