
Noli me tangere
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La storia
Tiziano e Botticelli, dipingendo questo stesso episodio, misero in mano al Cristo una zappa. Il pittore aragonese a cui la tavola è oggi attribuita scelse un rastrello, e ne appoggiò i denti nell'erba. Il motivo sta nel Vangelo di Giovanni. La mattina di Pasqua la Maddalena trova il sepolcro aperto, si volta verso l'uomo che le sta dietro e lo scambia per l'ortolano, e l'attrezzo serve a rendere leggibile l'equivoco.
Dietro le due figure c'è tutta la scena di quella mattina. Il sepolcro scavato nella roccia a destra, con due angeli seduti dove era stato il corpo. Le tre croci sulla collina. Le mura di Gerusalemme in lontananza. La Maddalena è inginocchiata, il vaso di unguento posato nell'erba accanto a lei.
La tavola è alta 61 centimetri e fu dipinta in Aragona verso il 1570, data che il museo propone senza documenti. Per molto tempo figurò negli inventari come opera fiorentina del Rinascimento. La si ritrova per la prima volta nel 1746, nell'inventario della collezione di Elisabetta Farnese a La Granja, annotata accanto a un camino.