
Anthony van Dyck · PD
Ritratto di Amalia di Solms-Braunfels
Dettagli
La storia
Sulla didascalia del museo è chiamata semplicemente giovane dama. Il nome che le è stato attribuito qui, Amalia di Solms-Braunfels, rimanda alla moglie dello statolder olandese Federico Enrico d'Orange, che van Dyck ritrasse davvero quando soggiornò alla corte dell'Aia nell'inverno tra il 1631 e il 1632. L'identificazione di questa modella resta però incerta, e la scheda del museo la considera sconosciuta. Certa è invece la maniera in cui fu dipinta, intorno al 1630-1632. Il museo mette in risalto i capelli dolcemente ondulati, la seta cangiante, il sottile disegno del pizzo, il lucore delle perle e il luccichio delle catene d'oro su un fondo scuro. La tela è documentata nella galleria di Vienna dal 1720.




