
JoJan · PD
Ritratto di don García Ibáñez de Múgica Bracamonte
Dettagli
La storia
Intorno al 1600 il severo ritratto spagnolo, tutto vestito di nero, viveva il suo apice a Toledo, a un'ora da Ávila, dove El Greco si era stabilito e ritraeva il clero e i gentiluomini della città. Questa effigie di un cavaliere di Ávila, Garci Ibáñez de Múxica, appartiene proprio a quel mondo, un uomo barbuto stagliato su un fondo uniforme, senza nulla che distragga dal volto. A lungo lo si è ritenuto un Greco, e il museo della cattedrale di Ávila lo presenta ancora come tale. La critica moderna su El Greco è più cauta e lo colloca tra le opere dubbie piuttosto che tra quelle sicure, ed è per questo che il catalogo lascia oggi aperto il nome dell'autore. Non sopravvive neppure una data certa, solo la fascia degli ultimi anni toledani del pittore. È tuttora appeso tra i tesori del museo della cattedrale.




