
Giovanni Battista Moroni · PD
Ritratto dello scultore Alessandro Vittoria
Dettagli
La storia
Verso il 1551 la piccola città alpina di Trento era piena di forestieri: vi si teneva il Concilio, e con i prelati erano arrivati anche artisti. Moroni, ritrattista di Bergamo, vi lavorava per i Madruzzo, la famiglia di cardinali che governava la città, e proprio lì conobbe un giovane scultore, Alessandro Vittoria, destinato a diventare il maggiore scultore di Venezia dopo il Sansovino. Lo mostrò al lavoro, senza pose solenni: la camicia con le maniche rimboccate, una statuetta antica di nudo rigirata tra le mani, lo sguardo dritto verso di noi. È il segno del suo mestiere e del suo rispetto per gli antichi. Il quadro rimase presso Vittoria fino alla morte, poi passò a un arciduca d'Austria e a lungo fu creduto un Tiziano. Oggi è al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
