
Pala di San Dionigi
Dettagli
La storia
Nel dicembre 1849, a un'asta parigina, questa pala comparve come opera di Simone Memmi, il nome con cui allora si indicava il senese Simone Martini. Lo scambio si capisce: fondo oro, aureole punzonate e figure slanciate erano, per i collezionisti del tempo, un marchio di Siena. Il dipinto era invece nato in Borgogna, per la certosa di Champmol, alle porte di Digione, dove venivano sepolti i duchi. Nel 1791, in piena Rivoluzione, lì non c'era già più, e prima dell'asta apparteneva a un collezionista di Digione. Tre anni dopo la pellicola pittorica fu staccata dalla tavola e trasportata su tela, il supporto che ha ancora oggi. San Dionigi, sia mentre riceve l'ultima comunione in carcere sia chino sul ceppo, indossa un manto azzurro seminato di gigli d'oro, l'emblema della corona di Francia.