
Niccolò Antonio Colantonio · PD
San Girolamo nello studio
Dettagli
La storia
Colantonio lavora a Napoli negli anni Quaranta del Quattrocento, in una corte dove il nuovo re aragonese, Alfonso il Magnanimo, fa arrivare dal nord dipinti fiamminghi. Qui se ne vede l'effetto. Un pittore napoletano rende lo studio di un dotto con la precisione paziente, quasi tattile, di un maestro dei Paesi Bassi. Scaffali gremiti di libri posati di piatto, con il taglio in fuori, lettere e rotoli, una clessidra, un paio di forbici, il cappello rosso da cardinale sul tavolo, e in basso, nell'ombra, alcuni topi che rosicchiano fogli caduti. San Girolamo, che tradusse la Bibbia in latino, alza lo sguardo dal leggio per togliere una spina dalla zampa di un leone, la belva che secondo la leggenda gli fece compagnia. La tavola faceva parte di un grande polittico per la chiesa di San Lorenzo Maggiore, poi smembrato.
