
Moretto da Brescia · PD
Santa Giustina con l'unicorno, venerata da un donatore
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La storia
Per quasi due secoli questa tavola è stata appesa sotto un nome sbagliato. Quando compare per la prima volta in un inventario asburgico del 1662, in viaggio dalla Hofburg al castello di Ambras, è registrata come un Tiziano. Un inventario più tardo la assegna al Pordenone, e solo nel 1845 un restauratore la restituisce al suo vero autore, il Moretto di Brescia, che l'aveva dipinta intorno al 1530. Santa Giustina, patrona della vicina Padova, sta serena, vestita d'oro e di bianco, con un piccolo unicorno bianco al fianco, antico segno della sua verginità. Ai suoi piedi un donatore inginocchiato di profilo la guarda dal basso, l'uomo che pagò il quadro, anche se nessun documento ne conserva il nome.




