
Cimabue · PD
Maestà di Santa Trinita
Dettagli
La storia
Alla fine del Duecento, a Firenze, dipingere la Madonna significava ancora seguire i modelli bizantini, con fondi d'oro e volti fissi. Cimabue realizzò questa enorme tavola per l'altare della chiesa di Santa Trinita: una Maestà alta più di tre metri, con la Vergine in trono sorretta da otto angeli disposti in colonna e, nella base, quattro profeti che reggono cartigli. È ancora l'oro di Bisanzio, ma il trono si apre in una struttura architettonica e i corpi cominciano ad avere un peso. Vasari, molto più tardi, avrebbe raccontato che proprio da Cimabue imparò il giovane Giotto. Oggi la tavola è appesa agli Uffizi accanto alle Maestà di Duccio e di Giotto, così che si possano guardare fianco a fianco tre modi diversi di risolvere lo stesso soggetto.



