
Francisco Goya · PD
Saturno che devora un figlio
Dettagli
La storia
Goya non dipinse questo Saturno per essere visto. Verso il 1820, ormai vecchio, sordo da anni e segnato dalle guerre napoleoniche che avevano insanguinato la Spagna, si ritirò in una casa di campagna alle porte di Madrid chiamata la Quinta del Sordo. Là coprì le pareti di 14 scene cupe e disperate, dipinte a olio direttamente sull'intonaco, per sé soltanto: nessuno gliele aveva commissionate e a lungo nessuno le vide. Sono le cosiddette Pitture nere. Questa mostra il dio Saturno che, per paura di essere spodestato, divora uno dei propri figli. Lo tiene con le mani nodose e già gli ha strappato la testa e un braccio, gli occhi sbarrati nel buio. Decenni dopo la morte di Goya le pitture furono staccate dai muri, trasferite su tela e portate al Prado, dove si trovano oggi. Nel passaggio andarono perdute alcune parti, e in fotografie antiche il corpo che Saturno tiene tra le mani appare un po' diverso da come lo vediamo ora.





