
Filippino Lippi · PD
Tre angeli e il giovane Tobia
Dettagli
La storia
Nella Firenze degli anni Ottanta del Quattrocento, Filippino Lippi si stava ancora liberando della maniera di Sandro Botticelli, nella cui bottega si era formato. Questa tavola per lungo tempo passò addirittura per un Botticelli, e si capisce il perché guardando i volti delicati e i panneggi che ricadono morbidi. Riunisce i tre arcangeli, Michele, Raffaele al centro e Gabriele con il suo giglio, in cammino insieme al giovane Tobiolo. Il ragazzo stringe il pesce le cui interiora, secondo il Libro di Tobia, guariranno la cecità del padre. Le arti e le confraternite fiorentine veneravano Raffaele come protettore dei viaggiatori, ed è per questo che compare così spesso a scortare il giovane Tobiolo. In quegli anni Filippino tendeva ormai verso una maniera tutta sua, più nervosa e più personale.




