
Edvard Munch, Vampire, 1893. Wikimedia Commons. · PD
Vampira
Dettagli
La storia
Munch non lo chiamò mai Vampiro. Quando lo espose a Berlino nel 1893 gli aveva dato un titolo molto più semplice, Amore e dolore, e per lui non c'era altro che una donna che bacia un uomo sul collo. Fu un amico, lo scrittore polacco Stanisław Przybyszewski, a vedere qualcosa di sinistro in quei capelli rossi che colano sulla nuca dell'uomo e a parlare di un vampiro che affonda i denti. Il nome piacque, restò, e cambiò per sempre il modo di guardare il quadro. In quegli anni Munch viveva a Berlino tra scrittori e artisti nordici che si ritrovavano in una taverna, discutendo di amore, morte e follia. Fece diverse versioni di questa scena tra il 1893 e il 1895, e il volto dell'uomo resta sempre nascosto contro la donna.




