Edvard Munch

Edvard Munch

1863–1944 · Norvegia · Simbolismo, Espressionismo


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La storia

Una sera dei primi anni Novanta dell'Ottocento Munch camminava lungo una strada sopra il fiordo di Kristiania, il vecchio nome di Oslo, con due amici, quando il cielo sopra l'acqua si tinse di rosso sangue. Scrisse nel diario di essersi fermato, tremante, e di aver sentito un grido infinito attraversare la natura. Da quella passeggiata nacque L'urlo, dipinto nel 1893. Gli astronomi hanno poi discusso se quel cielo rosso fosse reale, un bagliore residuo dell'eruzione del vulcano Krakatoa del 1883, che tinse i tramonti in tutto il mondo per mesi.

Aveva ragioni per vedere angoscia in un tramonto qualunque. Sua madre e la sorella maggiore Sophie morirono entrambe di tubercolosi quando lui era ancora bambino, e la malattia e il crollo nervoso lo accompagnarono per decenni. Nel 1908 si fece ricoverare in una clinica di Copenaghen dopo un collasso. Trasformò tutto questo in quadri di gelosia, malattia e angoscia, riuniti sotto il titolo Il fregio della vita.

Negli anni Trenta la sua fama era ormai tale che il governo nazista ritirò 82 sue opere dai musei tedeschi come arte degenerata. Trascorse gli ultimi anni fuori dalla capitale norvegese occupata, nella tenuta di Ekely, custodendo le migliaia di dipinti e stampe che aveva tenuto per sé. Morì lì nel gennaio 1944, a 80 anni, lasciando quasi tutta la sua collezione privata alla città di Oslo.

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Opere

80 opere