
Annibale Carracci · PD
Venere, Adone e Cupido
Dettagli
La storia
Verso il 1590 Annibale Carracci era a Bologna e andava cercando quella miscela di colore veneziano e disegno romano che presto lo avrebbe portato a Roma e alla grande volta del palazzo Farnese. Questa tela nasce da quella svolta. Riprende una scena di Ovidio, la dea Venere e il cacciatore mortale Adone, che lei amò e avrebbe perduto per un cinghiale. Tiziano e Veronese avevano dipinto la stessa storia avvicinandosi al suo esito amaro, ma Carracci scelse l'istante opposto, la prima scintilla del desiderio, con Cupido stretto a loro mentre i due si piegano l'uno verso l'altra. Le radiografie mostrano che dapprima dipinse Adone mentre guarda verso di noi, poi ne voltò la testa di profilo perché il giovane cacciatore contempli soltanto Venere. La calda luce del tramonto sullo sfondo è il suo debito dichiarato verso Tiziano.




