Venere, Amore e un Satiro

Venere, Amore e un Satiro


Dettagli

Anno
1560
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
99 × 146 cm

La storia

Il nome del pittore è scritto sulla tela, accanto al piede di Amore, in latino, bordonus. Una guida della villa stampata nel 1650 lo attribuiva già a lui, eppure gli inventari successivi finirono per darlo a Tiziano o alla sua scuola. Bordone aveva già dipinto questa donna addormentata. Nella versione precedente, oggi alla Ca' d'Oro di Venezia, il satiro non c'è, e le rose sparse con la faretra di Amore dicono chiaramente che è Venere. Qui, in una tela databile tra il 1555 e il 1565 circa, arriva il dio dalle zampe di capra, e la scena si complica. Una ninfa dormiente spiata da un satiro richiama anche Antiope, avvicinata da Giove sotto quelle sembianze. A riportare verso Venere è la mela che il dio silvestre sta cogliendo tra i rami, forse un'eco del pomo d'oro che il principe troiano Paride assegnò alla dea.

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