
La storia
Antonio Riccobono, umanista nato a Rovigo, era morto da più di 140 anni quando Giambattista Tiepolo ne dipinse il ritratto negli anni Quaranta del Settecento. Il quadro appartiene all'Accademia dei Concordi, una società di dotti fondata nel 1580 dal conte Gaspare Campo, che amava riunire nel suo palazzo i letterati e gli studiosi della città per discutere di letteratura, musica e arte. Nei secoli successivi l'Accademia formò una galleria di ritratti dei personaggi illustri di Rovigo, e il Riccobono di Tiepolo è il più celebre.
Nell'Ottocento alcune famiglie nobili della città lasciarono all'Accademia le proprie raccolte. Il solo lascito del conte Giovanni Francesco Casilini portò quasi 200 dipinti veneti, e in seguito arrivarono i quadri della famiglia Silvestri. L'Accademia conserva ancora la sua biblioteca nel proprio palazzo sulla piazza principale, completato nel 1814, mentre i dipinti migliori sono esposti a Palazzo Roverella insieme alla raccolta del Seminario vescovile. Tra questi c'è una Madonna col Bambino di Giovanni Bellini degli anni Settanta del Quattrocento, e la collezione possiede anche un Cristo portacroce derivato da un suo modello.

