Cappella Baroncelli

Cappella Baroncelli

Firenze, Italia


La storia

Cercate i pastori nel buio. Sulle pareti di questa cappella, in fondo al transetto destro di Santa Croce, un angelo appare loro in un lampo di luce contro il cielo notturno, una delle prime vere scene notturne della pittura italiana. Il pittore fu Taddeo Gaddi, per più di 20 anni allievo e aiuto di Giotto, che tra il 1328 e il 1338 circa coprì la cappella con le storie della Vergine.

I Baroncelli erano una famiglia fiorentina di banchieri, e questa era la loro cappella funeraria, con il sepolcro di famiglia all'ingresso. Gaddi dipinse anche finte nicchie con i vasi liturgici della messa, un trompe-l'œil che alla gente del Trecento dovette sembrare sorprendentemente reale.

Sull'altare si trova il polittico dell'Incoronazione della Vergine, firmato «Opus Magistri Jocti», opera del maestro Giotto. La maggior parte degli studiosi vi riconosce più mani, fra cui quella di Gaddi, e le tavole sono affollate di schiere di santi e angeli. Alla fine del Quattrocento il pittore Sebastiano Mainardi rimontò le tavole in una cornice rettangolare rinascimentale, e la cuspide gotica originale, il Padre Eterno con angeli, è finita al San Diego Museum of Art. Mainardi lasciò nella cappella anche un affresco suo, la Madonna della Cintola che lascia cadere la cintura a san Tommaso.

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Collezione

1 opera