Museo Benaki

Museo Benaki

Atene, Grecia · Sito web


La storia

Due piccole tavole del Museo Benaki mostrano El Greco prima che qualcuno lo chiamasse così. Negli anni Sessanta del Cinquecento Domenikos Theotokopoulos era un maestro pittore di icone a Candia, l'odierna Heraklion, capitale di Creta sotto il dominio veneziano. Il suo San Luca dipinge la Vergine, firmato sullo sgabello sotto il cavalletto, mostra l'evangelista che i pittori avevano scelto come patrono, intento a un'icona della Vergine di rigorosa forma bizantina. L'Adorazione dei Magi, anch'essa firmata, risale agli stessi anni, poco prima che lasciasse l'isola per Venezia e, più tardi, per Toledo.

La casa in cui sono appese apparteneva alla famiglia Benakis, greci di Alessandria arricchitisi con il commercio del cotone. Antonis Benakis passò decenni a raccogliere icone bizantine, arte islamica, tessuti e gioielli, e nel 1930 fondò il museo nella dimora di famiglia di fronte al Giardino Nazionale, in memoria del padre Emmanuel, già sindaco di Atene. Nel 1931 donò la casa e la collezione allo Stato greco.

La collezione finì per non starci più. Dopo un restauro concluso nel 2000, l'edificio principale fu dedicato soltanto alla cultura greca, e la collezione islamica si trasferì nel 2004 in una sede propria nel quartiere del Ceramico. Oggi, salendo di piano in piano, il visitatore passa dall'oro preistorico e dalle icone bizantine ai costumi delle isole e alle sale di ricevimento ricostruite di dimore settecentesche di Kozani, nella Grecia settentrionale, con i loro legni intagliati e dorati.

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Collezione

2 opere