
La storia
Sulla Maximilianstraße di Augusta, dietro una lunga facciata rococò, un'infilata di stanze corre per più di cento metri e termina in una sala da ballo dorata e piena di specchi. Il banchiere Benedikt Adam Liebert von Liebenhofen fece costruire il palazzo dal 1765, e nel 1770 la sala fu inaugurata dalla giovane arciduchessa austriaca Maria Antonia, in viaggio verso la Francia per sposare il futuro Luigi XVI. La storia la ricorda come Maria Antonietta. In seguito la casa passò alla famiglia Schaezler, che nel 1958 la donò alla città.
La Galleria barocca tedesca occupa quelle sale del primo piano con un centinaio di dipinti del Seicento e del Settecento, con una forte presenza di artisti attivi ad Augusta, come Johann Evangelist Holzer e Matthäus Günther, entrambi noti per i loro affreschi. Sopra le teste, nella sala da ballo, un soffitto del pittore italiano Gregorio Guglielmi raffigura il commercio che unisce i continenti, un soggetto azzeccato per la casa di un banchiere.
Il piano superiore ospita il lascito del mercante d'arte Karl Haberstock, nato ad Augusta, con maestri italiani e fiamminghi come Tiepolo e Van Dyck. Tra i quadri veneziani del palazzo c'è Venere e Adone di Paolo Veronese, dipinto intorno al 1562, in cui Venere cerca di trattenere Adone dalla caccia afferrando i guinzagli dei suoi cani.
