
La storia
In una piccola cappella laterale del Duomo di Castelfranco Veneto, una Madonna siede su un trono altissimo, sopra due santi in piedi su un pavimento a riquadri. Ai piedi del trono il pittore ha posto un sarcofago con lo stemma della famiglia Costanzo, tre paia di costole. Giorgione, il pittore nato in questa città, dipinse la pala intorno al 1503 per il condottiero Tuzio Costanzo, il cui figlio Matteo era morto di febbre nel 1499 al servizio di Venezia. Il santo in armatura a sinistra, oggi identificato come san Nicasio, porta il vessillo dei cavalieri gerosolimitani, l'ordine a cui Matteo apparteneva, e alcuni studiosi vi riconoscono i tratti del figlio scomparso. Dall'altra parte sta san Francesco.
L'edificio intorno è più giovane del dipinto. La vecchia chiesa romanica che ospitava la cappella Costanzo fu demolita, e nel Settecento l'architetto Francesco Maria Preti costruì il duomo attuale ispirandosi alle forme della chiesa del Redentore di Palladio, a Venezia. La pala passò in una cappella della nuova chiesa, con la tomba di Matteo al di sotto.
Il 10 dicembre 1972 la tavola fu rubata dal duomo e in seguito ritrovata. Restaurata a Venezia tra il 2002 e il 2003, fu esposta in una mostra e tornò a casa nel dicembre 2005. Prima di uscire, date un'occhiata alla sacrestia, che conserva frammenti degli affreschi dipinti nel 1551 dal giovane Paolo Veronese per villa Soranzo, una villa di campagna dei dintorni poi demolita.
