
La storia
Nel 1913 una donna di Rochester di nome Emily Sibley Watson inaugurò questa galleria in memoria del figlio, James Averell, un architetto morto giovane. La donò all'Università di Rochester, e da allora è rimasta un ibrido insolito, un museo didattico per l'università che funge anche da museo d'arte pubblico della città.
L'edificio in stile rinascimentale italiano che finanziò aprì quell'ottobre con quasi nulla da appendere. La galleria non aveva fondi destinati all'acquisto di opere, così nei suoi primi decenni crebbe con un meccanismo curioso: i collezionisti prestavano un'opera per una mostra e poi donavano ciò che avevano comprato perché restasse. Il primo oggetto in assoluto della collezione permanente fu un pizzo.
Un secolo di quel paziente accumulo ha lasciato una raccolta che va dalle antichità a Rembrandt, Monet, Cézanne e al pittore americano Winslow Homer, oltre 12.000 oggetti lungo circa 5.000 anni. Tra questi c'è un raro organo barocco italiano del Seicento, ancora suonato in una sala tappezzata di dipinti di antichi maestri.
Collezione
7 opere
L'apparizione della Vergine a san GiacintoEl Greco, 1605
Pierre-François BernierJean-Auguste-Dominique Ingres, 1800
Giovane sacerdotessaWilliam-Adolphe Bouguereau, 1902
Vista del monte Marseilleveyre e dell'isola di Maire (L'Estaque)Paul Cézanne, 1880
Ragazza con tricornoHenri Matisse, 1923
Ritratto di un giovane in poltronaRembrandt, 1660
Le rocce a Pourville, bassa mareaClaude Monet, 1882