
La storia
Il Museo nazionale dell'India nacque da una mostra a Londra. Nell'inverno tra il 1947 e il 1948 la Royal Academy allestì a Burlington House una grande rassegna di arte indiana, e quando i prestiti rientrarono, ai musei e ai collezionisti che li avevano concessi fu chiesto di cederli a una futura collezione nazionale. Il museo aprì il 15 agosto 1949, secondo anniversario dell'indipendenza, nelle sale di rappresentanza del Rashtrapati Bhavan, l'ex residenza del viceré. Nel 1960 si trasferì in una sede propria su Janpath, progettata dall'architetto Ganesh Bikaji Deolalikar.
Oggi conserva circa 200.000 oggetti che coprono quasi cinquemila anni. I visitatori vengono per la piccola Danzatrice in bronzo di Mohenjo-daro, realizzata nella valle dell'Indo più di quattromila anni fa, e per le reliquie associate al Buddha ritrovate a Piprahwa, vicino al confine con il Nepal.
Oltre 17.000 oggetti sono miniature. Una delle più note ritrae Bani Thani, cantante e poetessa alla corte di Kishangarh, piccolo regno rajput del Rajasthan. Intorno al 1750 il pittore di corte Nihal Chand la raffigurò come Radha, l'amata di Krishna, con sopracciglia arcuate, lunghi occhi a forma di loto e mento appuntito. Il suo compagno, il raja Sawant Singh, scriveva versi devozionali con il nome di Nagari Das. Quel volto divenne l'ideale di bellezza della pittura di Kishangarh successiva, e nel 1973 l'India lo mise su un francobollo.
