
La storia
In una delle sale di Palazzo Rosso un giovane nobile genovese, su un cavallo impennato, si leva il cappello. Anthony van Dyck, il pittore fiammingo, allora quasi trentenne, ritrasse così Anton Giulio Brignole-Sale nel 1627, e dipinse la moglie, Paolina Adorno, in un ritratto a figura intera come pendant. La madre di Anton Giulio, Geronima Sale, compare in una terza tela con la figlioletta. Sono ritratti di famiglia, e rimasero nelle mani della famiglia per quasi 250 anni.
Il palazzo venne dopo. Fu costruito tra il 1671 e il 1677 sulla Strada Nuova, l'attuale via Garibaldi, per due fratelli Brignole-Sale, Ridolfo e Gio Francesco, con due piani nobili perché ciascuno avesse un proprio grande appartamento. Il rosso della facciata gli diede il nome. All'interno i pittori genovesi Gregorio De Ferrari e Domenico Piola coprirono le volte con affreschi delle quattro stagioni. Accanto ai van Dyck è appeso un ritratto di giovane di Albrecht Dürer, il maestro tedesco, datato 1506.
La casata si estinse con Maria Brignole-Sale, duchessa di Galliera. Nel 1874 donò il palazzo, le sue sale affrescate e i suoi dipinti alla città di Genova, per accrescerne, come scrisse, il decoro e l'utilità.
Collezione
6 opere
Ritratto di giovane uomoAlbrecht Dürer, 1506
Ritratto equestre di Anton Giulio Brignole-SaleAnton van Dyck, 1627
Cristo della MonetaAnton van Dyck, 1625
Paolina Adorno Brignole-SaleAnton van Dyck, 1627
Ritratto di Geronima Sale Brignole con la figlia Maria AureliaAnton van Dyck, 1627
Ritratto dell'orafo Pucci con il figlioAnton van Dyck, 1624