
Adriaen van de Venne
1589–1662 · Repubblica delle Sette Province Unite · Barocco
La storia
Adriaen van de Venne lavorava a Middelburg, un porto proprio sulla linea di frattura della guerra degli Ottant'anni, dove il nord protestante e il sud cattolico dei Paesi Bassi si laceravano. Nel 1614 trasformò quel conflitto in un dipinto intitolato La pesca delle anime, in cui barche rivali di ecclesiastici tirano fuori convertiti da un fiume, un commento ironico sull'intera contesa religiosa che si svolgeva davanti alla sua porta.
Nato a Delft nel 1589, si formò dapprima presso un orafo, imparò poi l'incisione e si stabilì a Middelburg, dove l'esempio dei Brueghel plasmò le sue scene affollate e ricche di storie. Più tardi si trasferì all'Aia ed entrò nella gilda dei pittori.
Per gran parte della vita la sua fama poggiò sulle grisaglie, dipinti eseguiti quasi interamente in toni di grigio e bruno, popolati di contadini, mendicanti e buffoni che mettono in scena proverbi, molti tratti dai versi popolari del poeta Jacob Cats. Contribuì anche a fondare la Confrerie Pictura, una precoce società intesa a elevare la condizione dei pittori oltre quella di semplici artigiani.
Opere
4 opere
La pesca delle animeAdriaen van de Venne, 1614
Maurizio (1567-1625), principe d'Orange, sul letto di parata, 1625Adriaen van de Venne, 1625
I principi Maurizio e Federico Enrico alla fiera dei cavalli di ValkenburgAdriaen van de Venne, 1618
La partenza di un dignitario da MiddelburgAdriaen van de Venne, 1615