Aelbert Jansz. van der Schoor
Repubblica delle Sette Province Unite · Pittura del secolo d'oro olandese, Barocco
La storia
Per un secolo circa questo pittore si è chiamato Abraham. I vecchi cataloghi lo danno così e alcune targhe di museo lo fanno ancora, anche a Bucarest. Poi la sua firma è saltata fuori per esteso su un testamento del 1648, e il nome di battesimo è risultato Aelbert. Si firmava Aelbert Jansz. van der Schoor, e lavorava a Utrecht.
Quasi tutto il resto che se ne sa sono date scritte sui quadri. È documentato dai primi anni Quaranta del Seicento al 1672, e né l'anno di nascita né quello di morte furono mai registrati. Cominciò con ritratti e con scene di figura alla maniera caravaggesca in cui Utrecht era specializzata, luce forte su musicanti e bevitori, ed è lì che va collocata una compagnia musicale come la tela di Bucarest. Dalla fine degli anni Cinquanta passò sempre più ai banchi di pesce e alle nature morte di vanitas.
La più nota di quelle, ad Amsterdam, mette sei teschi su un tavolo, ciascuno girato in una direzione diversa, con ossa e rose spinte oltre il bordo anteriore come se stessero per cadere nella stanza. La maggior parte dei pittori di vanitas del periodo si accontentava di un teschio solo.
