Agnolo Gaddi

Agnolo Gaddi

1350–1396 · Repubblica di Firenze · Gotico italiano, Pittura fiorentina


La storia

Entra nell'alta cappella maggiore, dietro l'altare della basilica di Santa Croce a Firenze, e ti trovi circondato da otto scene che seguono il legno della croce di Cristo, da un ramo dell'Albero della Conoscenza fino a un imperatore bizantino che riporta la reliquia a Gerusalemme. Agnolo Gaddi le dipinse negli anni 1380, ed è il più antico racconto monumentale di tutta quella leggenda sopravvissuto in Italia.

Agnolo veniva da una dinastia di pittori. Suo padre, Taddeo Gaddi, era stato l'allievo più stretto di Giotto, il maestro che spinse la pittura italiana verso il peso dei corpi e lo spazio reale, e Agnolo crebbe come l'ultimo erede importante di quella linea. Le sue figure sono più morbide e decorative di quelle di Giotto, vestite dei colori cangianti e dell'oro che i committenti fiorentini volevano alla fine del Trecento.

A sopravvivere ai suoi affreschi fu la sua bottega. Uno dei suoi assistenti, Cennino Cennini, scrisse più tardi 'Il Libro dell'Arte', un manuale che spiega esattamente come la bottega dei Gaddi macinava i pigmenti, stendeva l'oro e lavorava l'intonaco fresco. È il motivo per cui sappiamo ancora come lavorava davvero un pittore fiorentino della sua generazione. Nell'ultima scena della leggenda della croce Agnolo lasciò un piccolo ritratto di sé stesso tra la folla.

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Opere

2 opere