
Alvise Vivarini
Repubblica di Venezia · Rinascimento, Pittura veneziana
La storia
Verso il 1480 una stessa famiglia dipingeva pale d'altare a Venezia da tre generazioni. Alvise Vivarini ne fu l'ultimo: figlio di Antonio, nipote e probabilmente allievo di Bartolomeo, erede di una bottega a Murano, l'isola del vetro.
Avrebbe potuto semplicemente proseguire lo stile duro e lineare della famiglia. Preferì invece osservare ciò che Giovanni Bellini e il pittore siciliano Antonello da Messina facevano con la luce morbida e la pittura a olio, e ammorbidì il proprio modo per stare al passo. Per un certo tempo la bottega dei Vivarini fu la principale rivale di quella di Bellini in città.
La rivalità finì in una strana alleanza. Nel 1488 Alvise chiese allo Stato veneziano una parte nella grande commissione per decorare la sala del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale, e lui e Bellini furono incaricati di lavorarci insieme. Alvise morì intorno al 1505 con la sua parte incompiuta, lasciando a Bellini, e più tardi al giovane Tiziano, il compito di portare avanti l'opera.
Le sue pale firmate pendono ancora in chiese veneziane e in musei da Vienna a Madrid, quiete file di santi sotto la sua limpida luce.




