
Andrea del Sarto
1487–1530 · Repubblica di Firenze · Alto Rinascimento
La storia
Andrea del Sarto lavorò a Firenze durante il Rinascimento maturo, contemporaneo di Michelangelo e del di poco più giovane Raffaello, e i contemporanei lo soprannominarono «il pittore senza errori» per il suo disegno e il suo colore impeccabili. Nel 1518 il re Francesco I di Francia lo invitò alla corte francese di Fontainebleau e gli diede del denaro per acquistare opere italiane destinate alla collezione reale.
Secondo il racconto del biografo cinquecentesco Giorgio Vasari, scritto decenni dopo, Andrea prese i fondi e, invece di tornare in Francia, li spese per costruirsi una casa a Firenze, pare su insistenza della moglie, Lucrezia del Fede, che non voleva lasciare la città. Non tornò mai alla corte di Francesco I. La storia divenne famosa tre secoli dopo la morte di Andrea, quando il poeta Robert Browning la trasformò in «Andrea del Sarto (detto "il pittore senza errori")», un monologo drammatico in cui Andrea spiega a Lucrezia, nel suo studio all'imbrunire, il proprio cedimento di coraggio.
La versione di Vasari è oggi trattata con reale scetticismo dagli storici, alcuni la dicono inventata di sana pianta, ma la poesia di Browning è tuttora studiata nei corsi di letteratura inglese, costruita su un debito che Andrea forse non mancò mai davvero di ripagare.
Opere
9 opere
Madonna delle ArpieAndrea del Sarto, 1517
Annunciazione di San GalloAndrea del Sarto, 1510
Disputa sulla TrinitàAndrea del Sarto, 1517
Assunzione PasseriniAndrea del Sarto, 1526
San Giovanni Battista fanciulloAndrea del Sarto, 1523
Il sacrificio di IsaccoAndrea del Sarto, 1527
Noli me tangereAndrea del Sarto, 1510
Assunzione PanciatichiAndrea del Sarto, 1523
La CaritàAndrea del Sarto, 1518