
Andrea di Bonaiuto
1343–1379 · Repubblica di Firenze · Gotico italiano, Trecento
La storia
Entrate nella sala capitolare di Santa Maria Novella, a Firenze, l'ambiente poi detto Cappellone degli Spagnoli, e le pareti vi si chiudono intorno, dipinte da ogni lato. Andrea di Bonaiuto le coprì tra il 1365 e il 1367, e l'intero ciclo fu pensato per glorificare i domenicani, l'ordine dei predicatori che reggeva la chiesa.
Su una parete san Tommaso d'Aquino, il grande teologo dell'ordine, siede in trono sopra le figure delle scienze, con gli eretici sconfitti ai suoi piedi. Su un'altra, la Chiesa custodisce il suo gregge con una muta di cani da caccia bianchi e neri che scacciano i lupi. Quei cani sono un gioco di parole caro ai frati: Domini canes, i segugi del Signore, per i domenicani.
In quella stessa scena Andrea dipinse il duomo di Firenze coronato da una grande cupola, rosata e compiuta. Quando lavorava, quella cupola non esisteva. La cattedrale era ancora incompiuta e nessuno sapeva ancora come chiudere una campata così ampia. Brunelleschi, l'architetto che risolse il problema, avrebbe innalzato la cupola vera solo negli anni 1420, oltre 50 anni dopo.

