
Angelo Morbelli
1853–1919 · Regno d'Italia · Divisionismo, Realismo
La storia
Nel 1883 un pittore di 30 anni cominciò a lavorare al Pio Albergo Trivulzio, il grande ospizio milanese dove i vecchi poveri della città trascorrevano gli ultimi anni. Angelo Morbelli vi tornò per quasi 30 anni. Ottenne una stanza tutta sua nell'edificio, e disegnò e fotografò gli ospiti seduti ai lunghi tavoli del refettorio e nelle sale semivuote d'inverno. Il primo di questi quadri, Giorni... ultimi!, vinse un premio a Milano quello stesso anno.
Morbelli era di Alessandria, in Piemonte, e da ragazzo era destinato alla musica, finché un'infezione all'orecchio contratta a scuola non lo rese a poco a poco sordo e la famiglia lo indirizzò verso la pittura. Studiò all'Accademia di Brera a Milano e più tardi abbracciò il divisionismo, il metodo italiano che costruisce il colore con piccoli tocchi separati di pigmento puro. Disse una volta che l'affare dei puntini era per lui un esercizio pratico, come le scale del pianoforte.
Dipinse anche altre vite dure. Per ottanta centesimi!, esposto alla prima Biennale di Venezia nel 1895, prende il titolo dalla paga giornaliera delle mondine nelle risaie allagate. Nel 1903 convinse la Biennale a lasciargli esporre sei tele invece del limite consueto di due, un intero ciclo sulla vecchiaia ambientato al Trivulzio, con titoli come Vecchie calzette e Sedia vuota. Una scena di festa nello stesso ospizio, dipinta nel 1892, è conservata al Musée d'Orsay di Parigi.
