
Asfissia! (parte sinistra)
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La storia
Nel febbraio del 1884 i giornali milanesi seguirono per qualche giorno un fatto di cronaca. Un giovane ufficiale e una ragazza avevano preso una stanza in un albergo di fronte alla stazione, si erano fatti servire un pranzo abbondante con buoni vini e champagne, avevano passato la sera a scrivere lettere e avevano chiesto al ragazzo che accendeva la stufa se si potesse avere del carbone. L'idea iniziale, scrissero i cronisti, era di morire asfissiati. Alla fine l'ufficiale usò una rivoltella.
Morbelli dipinse la scena quello stesso anno, su una tela larga circa tre metri, e prese il titolo proprio da quel primo proposito. L'accoglienza fu dura, e più tardi fu lui stesso a tagliare il quadro in due. La parte destra, con i corpi degli amanti, la espose da sola a Londra nel 1888, ed è oggi in collezione privata. Qui resta la stanza senza di loro. A terra i fiori appassiti, sulla poltrona un cilindro dimenticato, le bottiglie vuote del banchetto, e accanto alla finestra un orologio su una mensola, mentre dalle persiane filtra la luce del giorno dopo. I fiori sono un'invenzione di Morbelli, perché nelle cronache dell'epoca non ce n'è traccia.