Arcangela Paladini
1599–1622 · Italia · Barocco
La storia
Quando Arcangela Paladini morì nel 1622, a soli ventitré anni, la granduchessa di Toscana le fece scolpire una tomba di marmo, con un busto, e la collocò in Santa Felicita, la chiesa della famiglia Medici accanto al Corridoio Vasariano. Pochi artisti così giovani furono pianti con tanta solennità.
Aveva ragione di essere favorita. Figlia del pittore Filippo Paladini, Arcangela imparò la pittura da Jacopo Ligozzi, artista di corte noto per i suoi precisi studi dal naturale, e il canto da Francesca Caccini, la maggiore compositrice della corte medicea. Si esibì davanti alla famiglia granducale a Palazzo Pitti e godette della protezione delle granduchesse Cristina di Lorena e Maria Maddalena d'Austria.
Nel 1616 sposò Jan Broomans, un arazziere fiammingo attivo a Firenze, e ne apprese il mestiere così bene da diventare nota come 'Arcangiola ricamatrice' tanto quanto come cantante e pittrice. Il suo autoritratto, dipinto intorno al 1620, è oggi tra gli autoritratti degli artisti agli Uffizi.
