
Jacopo Ligozzi
1547–1627 · Repubblica di Venezia · Manierismo
La storia
Nella Sala di Apollo di Palazzo Pitti è appesa una piccola tela con un neonato in fasce, Leopoldo de' Medici, dipinta nel 1618. A lungo la galleria l'ha assegnata a Tiberio Titi, ritrattista al servizio dei granduchi, e la vecchia scheda d'inventario porta ancora il suo nome. Poi il museo ha cambiato idea, e lo dice apertamente. Il suo testo attuale attribuisce il quadro a Jacopo Ligozzi e ricorda che gli inventari fiorentini lo dicevano già dal 1637.
Ligozzi nacque a Verona, allora città della Repubblica di Venezia, probabilmente nel 1547. Un documento anagrafico del 1555 lo dice di otto anni, ed è da lì che viene la data. Il padre, Giovanni Ermanno, era pittore e ricamatore, e il mestiere di famiglia, fatto di sete e di fili, gli rimase addosso. Il primo giorno del 1577 partì per Firenze al servizio del granduca Francesco de' Medici, con 25 ducati al mese, casa e un servitore.
Gran parte del lavoro fiorentino fu storia naturale. Dipinse piante, uccelli e animali dagli esemplari dei giardini e del serraglio mediceo, su fogli così esatti che i botanici li usano come prova ancora oggi. Centinaia si conservano al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Restò 50 anni e servì quattro granduchi uno dopo l'altro, e alla morte fu sepolto il 26 marzo 1627 nella chiesa di San Marco a Firenze.
