Attribuito a Felice Boselli
Ducato di Parma · Barocco
La storia
Un gatto compare in un quadro dopo l'altro di Felice Boselli, e gli studiosi lo leggono come una firma in forma di gioco di parole, perché felis in latino vuol dire gatto e il suo nome di battesimo vi fa eco. Nel suo autoritratto del 1720 circa, oggi alla Galleria Nazionale di Parma, un gatto gli sta sulla spalla mentre dipinge.
Boselli nacque a Piacenza nel 1650, si formò presso il pittore lombardo Michelangelo Nuvolone e trascorse tutta la carriera nel ducato di Parma e Piacenza. Dipingeva a impasto denso nature morte di cacciagione, pesci, pollame e animali vivi per le sale da pranzo delle dimore di campagna, lavorando per famiglie nobili come i conti Sanvitale di Fontanellato. Morì a Parma nel 1732.
La Natura morta di caccia con gatto del Belvedere non è né datata né firmata, e il museo la registra come attribuita a Boselli con un punto interrogativo. Il nome, qui, resta quindi una proposta. Il dipinto è entrato nel museo nel 2020 come dono della collezione Maurer di Vienna.
