Attribuito a Girolamo Siciolante da Sermoneta
Stato Pontificio · manierismo
La storia
Fino al XIX secolo gli inventari Borghese registravano questo San Paolo come opera di Michelangelo. L'apostolo è inginocchiato sulle nuvole contro un fondo d'oro, visto dal basso, con in mano un rotolo per le sue lettere, e la sua corporatura massiccia e muscolosa spiega l'antica ipotesi. La critica lo ha poi spostato a Daniele da Volterra, stretto seguace di Michelangelo, e a un anonimo pittore romano sotto la sua influenza, e oggi i più lo assegnano a Girolamo Siciolante da Sermoneta.
Siciolante veniva da Sermoneta, un borgo collinare a sud di Roma, e fece carriera nelle chiese romane. Tra il 1548 e il 1549 completò in San Luigi dei Francesi gli affreschi che Perino del Vaga, già assistente di Raffaello, aveva lasciato incompiuti. Le sue figure uniscono il peso di Michelangelo al colore più morbido dei seguaci di Raffaello. La formula «attribuito a» registra questa opinione maggioritaria, ammettendo che la questione resta aperta. La tela, di 136 per 77 centimetri, giunse alla famiglia tramite Francesco Borghese intorno al 1610, e il suo pendant, un santo sullo stesso fondo d'oro, è catalogato sotto un altro pittore.
