Attribuito a Jusepe de Ribera

Corona d'Aragona · Barocco


La storia

Attribuito a è la cosa più prudente che un museo possa dire continuando a usare il nome di un artista. Il quadro è abbastanza vicino a Ribera per fattura, data e provenienza da stare appeso sotto di lui, e le prove non arrivano alla certezza. Una copia riproduce un dipinto noto, mentre un'attribuzione è un giudizio su quale mano tenesse il pennello.

Gli apostoli di Ribera spiegano perché serva questa cautela. A Napoli, sotto i viceré spagnoli, intorno al 1630 dipinse serie di apostoli a mezza figura su fondo scuro, ogni santo con il suo attributo, per committenti come il duca di Alcalá, viceré lì dal 1629 al 1631. Serie del genere venivano ripetute, e la qualità varia all'interno di una stessa serie, perché parte del lavoro usciva dalla bottega. L'apostolato del Prado, 11 dipinti, compare per la prima volta nella collezione reale alla fine del XVIII secolo.

Tra i dipinti del Prado sotto questo nome ci sono un sant'Andrea, un san Paolo e un san Francesco d'Assisi. Il sant'Andrea, intorno al 1630, è seminudo, con il pesce che lo indica come pescatore e la croce su cui fu ucciso. Il san Paolo era appeso nella sacrestia della cappella reale del Palacio Real di Madrid quando lì venne inventariato nel 1772.

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Opere

6 opere