Bartłomiej Strobel

Bartłomiej Strobel

1591–1647 · Sacro Romano Impero, Confederazione polacco-lituana · Pittura barocca


La storia

Il Museo del Prado ha una tela alta 280 centimetri e larga 952, quasi dieci metri, rimasta senza autore quasi per tutta la sua storia. Nel 1746 era al palazzo reale della Granja, dove pranzava Elisabetta Farnese, vedova di Filippo V. Vi si vede il banchetto di Erode, con la testa mozzata di san Giovanni Battista portata su un vassoio. Restò schedato genericamente come fiammingo fino al 1970, quando lo storico dell'arte ceco Jaromír Neumann lo diede a un pittore slesiano.

Il suo nome si scrive in due modi, entrambi fondati. Il Prado lo chiama Bartholomäus Strobel il Giovane, la letteratura polacca Bartłomiej Strobel. Fu battezzato nel 1591 a Breslavia, allora città asburgica di lingua tedesca, oggi la polacca Wrocław, dove il padre aveva bottega di pittore. Lo stemma di quella città porta la testa del Battista su un vassoio, cosa che gli studiosi ritengono decisiva per il quadro. Si formò nella Praga manierista, lavorò per il principe-vescovo di Breslavia e lasciò la Slesia negli anni trenta, mentre la guerra dei Trent'anni le si chiudeva sopra. Si stabilì nella Prussia polacca, a Danzica, Elbląg e Toruń, e nel 1639 il re di Polonia Ladislao IV lo nominò pittore di corte. Morì a Toruń in un anno imprecisato dopo il 1650.

A quella larghezza il quadro non si abbraccia da un punto. Si cammina lungo la tela e le figure arrivano a gruppi. Molte si sono lette come ritratti di chi conduceva la guerra, tra loro il comandante imperiale Wallenstein col lungo bastone e l'ammiraglio olandese Tromp con una tromba. Nessuna è acquisita, e lo specialista dell'articolo sul bollettino del Prado non ne accolse alcuna. Il museo data la tela al 1630-1633, altri ai primi anni quaranta, una discussione che dipende da chi vi è raffigurato. Davanti alla tela una cosa è chiara: di tutti quei volti solo Erode reagisce alla testa sul vassoio. Il resto della tavola continua a mangiare.

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Opere

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