Carlo Crivelli e bottega

Repubblica di Venezia · Arte gotica


La storia

Questa voce corrisponde a una formula attributiva. Indica dipinti il cui disegno e le cui figure principali spettano a Carlo Crivelli, mentre gli aiuti della sua bottega ebbero una parte nella pittura. La Pinacoteca Vaticana ne usa una sua formulazione su una didascalia di sala, Carlo Crivelli e aiuti.

Nelle Marche degli anni Ottanta del Quattrocento un grande polittico era un'impresa collettiva. Bisognava costruire le tavole e le cornici intagliate, stendere e punzonare la foglia d'oro, e i santi minori, gli ornati e le piccole scene potevano essere lasciati ad altre mani. Il fratello di Carlo, Vittore, probabilmente di qualche anno più giovane e anch'egli nato a Venezia, nel 1481 si era già stabilito a Fermo e dipingeva in un modo così vicino a quello di Carlo che alcuni quadri sono passati dal nome dell'uno a quello dell'altro. Pietro Alamanno, pittore venuto dall'Austria e attivo ad Ascoli Piceno, seguì la stessa maniera. Dove si fermi esattamente il pennello del maestro raramente si può provare, e questa formula è il modo in cui un catalogo lo dice.

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Opere

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