Carlo Pittara

1835–1891 · Regno di Sardegna, Regno d'Italia · Realismo, Scuola di Rivara


La storia

Nel 1870 Carlo Pittara mandò a un'esposizione a Parma il quadro di un'aratura con un titolo volutamente provocatorio, Sistema infallibile di ristorare le finanze italiane. Mostra un fattore che controlla un suo contadino curvo sull'aratro trainato da due buoi, e vinse la medaglia d'oro per la pittura. Pittara dipinse per tutta la vita contadini e animali, e qui, cosa insolita nella pittura piemontese di quegli anni, mise al centro la distanza tra chi amministra la terra e chi la lavora.

Nato a Torino nel 1835, studiò all'Accademia Albertina, passò due anni a Ginevra per imparare la pittura animalista nello studio di Charles Humbert, e a Parigi lavorò accanto a pittori di Barbizon come Constant Troyon e Charles Jacque. Dal 1860 trascorse le estati a Rivara, nel Canavese a nord di Torino, ospite del cognato, il banchiere Carlo Ogliani. Nel 1862 vi invitò il pittore portoghese Alfredo D'Andrade e il genovese Ernesto Rayper, e ogni estate fino alla metà degli anni Settanta un cenacolo di artisti si ritrovò lì a dipingere all'aperto. I contemporanei la chiamarono Scuola dell'avvenire, ed è ricordata come Scuola di Rivara, con Pittara come animatore.

Più tardi visse a Roma e poi, negli anni Ottanta, soprattutto a Parigi, dove le sue eleganti passeggiatrici e le domeniche sulla Senna si vendevano bene. Nel 1889 fece parte della giuria internazionale per la pittura dell'Esposizione universale di Parigi. Morì a Rivara nel 1891.

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Opere

1 opera