Carlo Sacconi
1676–1762 · Granducato di Toscana · Barocco
La storia
Nel 1728 l'Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de' Medici ordinò a un pittore fiorentino di nome Carlo Sacconi due copie di un vecchio quadro di corte. L'originale, di Giusto Suttermans, il pittore fiammingo che lavorò mezzo secolo per i Medici, mostrava sua nonna Vittoria della Rovere e suo padre Cosimo III disposti come la Vergine e il Bambino, con un san Giuseppe che portava i tratti del maestro di camera di Vittoria. Nelle copie quel Giuseppe divenne Ferdinando II, il marito di Vittoria. Una andò alla villa della Quiete, fuori Firenze, l'altra nell'appartamento stesso dell'Elettrice a Palazzo Pitti, in una camera parata di damasco violetto dove un inventario la registra ancora nel 1761.
Copiare riempì gran parte della vita di lavoro di Sacconi, in una misura che è facile sottovalutare. Fra il 1719 e il 1733 fornì alla galleria granducale 159 ritratti di uomini illustri, continuando una serie iniziata nel Cinquecento per Cosimo I, e fra il 1721 e il 1727 dipinse una seconda serie per i corridoi degli Uffizi. Fu accademico dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Le schede di catalogo lo danno ancora come documentato prima del 1697 e dopo il 1747, una forbice ricavata dalle carte superstiti. La monografia dedicata a lui dà la vita vera e propria, dal 1676 al 1762.
