
Caspar Wolf
1735–1783 · Svizzera · Romanticismo
La storia
Negli anni Settanta del Settecento la maggior parte degli europei vedeva ancora le alte Alpi come un muro di pericoli da attraversare in fretta, a occhi chiusi. Caspar Wolf fece il contrario. Nato nel 1735 a Muri, un villaggio dell'Argovia, figlio di un ebanista, educò l'occhio prima a Costanza e poi a Parigi, nella bottega del paesaggista Philippe Jacques de Loutherbourg, che gli insegnò a disegnare all'aperto, davanti al motivo stesso.
Tornato in Svizzera trovò un committente dall'ambizione singolare: l'editore bernese Abraham Wagner voleva un'enciclopedia illustrata delle montagne svizzere, disegnata dal vero e della massima qualità. Dal 1773 Wolf passò le estati salendo tra i ghiacciai e le gole dell'Oberland bernese, facendo disegni a matita e piccoli studi a olio sul posto, per poi trasformarli in tele finite in bottega. Ne dipinse quasi 200.
Ciò che dipingeva era nuovo. Mise persone vere ai piedi del ghiaccio vero, figure minuscole sotto rocce a strapiombo e cascate gelate, la scala onesta più che lusinghiera. Morì a Heidelberg nel 1783, largamente dimenticato, e ci volle un altro secolo perché ci si accorgesse che aveva dipinto le Alpi come erano davvero, anni prima che i romantici mettessero di moda la montagna. Oggi la sua regione natale gli dedica un piccolo museo a Muri, dove nacque.
