
Coppo di Marcovaldo
1225–1276 · Repubblica di Firenze · Italo-bizantino, Arte bizantina, Gotico italiano
La storia
Il 4 settembre 1260 gli eserciti di Firenze e Siena si scontrarono a Montaperti, e Firenze fu travolta in una delle giornate più sanguinose dell'Italia medievale. Tra i soldati fiorentini iscritti nel Libro di Montaperti figurava un pittore di nome Coppo di Marcovaldo. Fatto prigioniero dai senesi, pare abbia riscattato la libertà col pennello anziché con denaro. Nel 1261, per i frati serviti di Siena, dipinse una grande tavola della Madonna col Bambino oggi detta Madonna del Bordone. È firmata e datata, ed è l'unica opera che gli si possa attribuire con certezza.
E questo conta, perché Coppo è il primo pittore fiorentino che possiamo insieme nominare e legare a un dipinto conservato. Lavorava nella maniera italo-bizantina del suo tempo, con i fondi d'oro e i lunghi volti solenni presi dalle icone greche, ma la sciolse. La sua Madonna si volge e si addolcisce in un modo che prelude ai pittori Cimabue e Giotto, una generazione dopo.
Si guardi il Bambino sul ginocchio della madre, a gambe nude e stranamente adulto. Gli studiosi discutono da anni su che cosa significasse quella posa per un'assemblea senese del XIII secolo, collegandola a immagini della Chiesa d'Oriente. Coppo lavorò anche a Pistoia, vicino a Firenze, dove i documenti lo collocano, col figlio Salerno, a un crocifisso dipinto del duomo negli anni Settanta del Duecento.
