Dionisio da Furnà

1670–1746 · Grecia


La storia

In un momento imprecisato degli anni Trenta del Settecento, nella cella di un pittore sul Monte Athos, un anziano monaco si mise a mettere per iscritto tutto ciò che un pittore di chiese doveva sapere. Si chiamava Dionisio, del villaggio di Fourna, nella Grecia centrale, e il libro che compilò si chiama ancora semplicemente Hermeneia, l'Interpretazione dell'arte della pittura.

Dionisio era giunto all'Athos ragazzo, verso i 16 anni, e vi aveva trascorso la vita da pittore, costruendosi una piccola cella e una cappella presso Karyes, la capitale monastica, che decorò di sua mano. In vecchiaia il come della pittura bizantina viveva soprattutto nella memoria e nell'abitudine di bottega, tramandato di maestro in apprendista. Ciò che fece fu fissarlo: come preparare una tavola e macinare i colori, come disporre le scene dell'Antico e del Nuovo Testamento e le vite dei santi, le parole esatte da iscrivere su ogni immagine e il posto che a ciascun soggetto spettava in una chiesa.

Attinse ai vecchi maestri cretesi del Cinquecento e alla tradizione atonita, e restò fedele alla maniera bizantina piatta e a fondo oro in un'epoca in cui la pittura occidentale si era da tempo volta alla profondità e all'ombra. I pittori dell'Athos si servirono del suo manuale per tutto il resto del Settecento come del libro di lavoro per coprire di immagini una chiesa, e lo si stampava e traduceva ancora per i pittori di icone due secoli dopo che ebbe posato il pennello.

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Opere

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