Domenico Aspari

1746–1831 · Ducato di Milano, Regno Lombardo-Veneto · Neoclassicismo


La storia

Tra il 1786 e il 1792 Domenico Aspari incise 16 grandi lastre di rame con vedute di Milano. Il cortile del palazzo di Brera, le colonne di San Lorenzo, il Castello, il nuovo Teatro alla Scala, il Duomo, ogni foglio di oltre 60 centimetri sul lato lungo, lavorato a bulino e puntasecca nella maniera che aveva preso dalle vedute romane di Piranesi. Gli anni napoleonici che seguirono cambiarono buona parte di ciò che aveva disegnato.

Si era formato come pittore, all'accademia di Parma, e poi smise quasi del tutto. I primi resoconti lo attribuiscono alla povertà, alla scarsità di commissioni e a quella che uno di essi chiama un'invincibile timidezza. Nel 1776 ottenne all'Accademia di Brera, appena fondata a Milano, l'insegnamento degli elementi di figura, e lo tenne per 50 anni.

Il suo autoritratto è alla Pinacoteca di Brera e porta la data del 1805, l'anno in cui Napoleone fu incoronato re d'Italia in Duomo, a poche strade di distanza. Giuseppe Bossi, segretario dell'accademia, stava allora mettendo insieme una galleria di ritratti di pittori, e Aspari, che insegnava in quell'edificio, vi si dipinse. Quella raccolta di volti fu tra le prime cose che la Pinacoteca mostrò quando aprì al pubblico nel 1809.

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Opere

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