
Giuseppe Bossi
1777–1815 · Ducato di Milano · Neoclassicismo
La storia
Nel 1807 Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré d'Italia, decise che il Cenacolo di Leonardo andava copiato in mosaico. Il muro era già mezzo perduto, e il modello su cui avrebbe lavorato il mosaicista doveva farlo qualcuno capace di leggere quel che restava. L'incarico andò a Giuseppe Bossi, che impiegò due anni per una copia a grandezza naturale. Il mosaico, eseguito da Giacomo Raffaelli, partì per Vienna e si trova ancora là, nella Minoritenkirche.
Copiare divenne ricerca. Nel 1810 Bossi pubblicò Del Cenacolo di Leonardo da Vinci, un libro sulle fonti del dipinto, sulla sua tecnica e sulla sua rovina. Goethe lo lesse a Weimar e ne ricavò un lungo saggio, che portò le conclusioni di Bossi ai lettori tedeschi.
A quella data aveva già fatto ciò per cui Milano lo ricorda. Segretario dell'Accademia di Brera dal 1801, lavorò perché i quadri delle chiese e dei conventi che il governo napoleonico andava sopprimendo in città restassero lì invece di essere venduti all'estero, e la raccolta che mise insieme divenne la Pinacoteca di Brera.
Bossi morì a Milano nel 1815, a 38 anni. La sua collezione superava i 3.000 fogli tra disegni e stampe. Nel 1822 la comprò l'Accademia di Venezia, e tra quei fogli c'era lo studio di Leonardo dell'uomo iscritto nel cerchio e nel quadrato.
