Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio

1448–1494 · Repubblica di Firenze · Rinascimento italiano


La storia

Nel 1487 il pittore fiorentino Domenico Ghirlandaio firmò un contratto per accogliere un nuovo apprendista, un tredicenne di nome Michelangelo Buonarroti. Ghirlandaio dirigeva una delle botteghe più operose di Firenze, con i propri fratelli e in seguito il figlio come collaboratori, e riusciva a produrre cicli di affreschi a un ritmo che pochi rivali eguagliavano. Il contratto è giunto fino a noi e stabilisce anni di formazione e persino un piccolo salario per il ragazzo. Michelangelo in seguito ridimensionò quel debito, arrivando talvolta a dichiararsi del tutto autodidatta, ma la disciplina della pittura ad affresco appresa in quella bottega gli restò addosso per la volta della Cappella Sistina, decenni più tardi.

La fama di Ghirlandaio poggiava soprattutto sugli affreschi, opere murali su larga scala che solo una bottega ben organizzata poteva realizzare nei tempi previsti, in primo luogo il ciclo dipinto per la famiglia Tornabuoni nella chiesa di Santa Maria Novella. Riempì le scene bibliche dei volti e delle mode delle famiglie mercantili fiorentine che le avevano commissionate, così che una scena della vita della Vergine funge anche da ritratto di gruppo dell'élite cittadina intorno al 1490. Si era formato con Alesso Baldovinetti, pittore e mosaicista fiorentino, e mantenne stretti legami con Botticelli e con l'umbro Perugino, parte della stessa generazione che plasmava l'arte fiorentina prima del pieno Rinascimento.

Morì nel gennaio 1494, a pochi giorni dal suo quarantaseiesimo compleanno, cinque giorni dopo che una febbre improvvisa lo colse mentre preparava nuove commissioni per Siena e Pisa.

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Opere

20 opere