
Elisabetta Sirani
1638–1665 · Stato Pontificio · Barocco
La storia
Quando Elisabetta Sirani morì a Bologna nel 1665 aveva 27 anni e aveva già realizzato più di 200 dipinti, e la città rimase così sconvolta da sospettare un delitto. Una domestica fu processata per averla avvelenata e assolta, e in seguito l'opinione si orientò verso una malattia, probabilmente ulcere emorragiche, ma il dolore fu tanto sincero che Bologna le tributò un imponente funerale pubblico.
Si era formata sotto il proprio padre, pittore ed ex assistente del grande Guido Reni, e già poco meno che ventenne dirigeva la bottega di famiglia come principale fonte di reddito, producendo pale d'altare e scene mitologiche a una velocità notevole. Teneva un taccuino in cui elencava le sue opere, perché i committenti non potessero sostenere che le avesse eseguite il padre.
Aprì inoltre una scuola di pittura per giovani donne, formando una generazione che aveva ben poche altre vie d'accesso. La sua tomba fu collocata accanto a quella di Reni in una chiesa di Bologna, il maestro e la prodigiosa allieva morta a meno della metà dei suoi anni deposti nella stessa terra.
